Cosa funziona (e cosa no) nel marketing online
Una ricerca fra i marketing manager statunitensi rivela quali strumenti e tattiche hanno funzionato meglio (e cosa no) nel 2005 e 2006.Crollo di consensi per numerosi strumenti.
Quasi un marketer su due assegna i migliori risultati a SEO e Keyword Advertising.
Febbraio 2007
La ricerca, condotta da ad:tech in collaborazione con Marketing Sherpa e riportata da eMarketer, ci mostra il futuro dell'advertising anche in Italia.
Quello che sta accadendo negli USA è un modello al quale presto o tardi anche il nostro paese tenderà, non solo come quantità ma come qualità degli investimenti.
Il modello statunitense è particolarmente legato alla misurabilità dei risultati e i budget di anno in anno si tarano in fuzione dei ritorni rilevati dal singolo strumento, canale o tattica di web marketing.
Il dato aggregato è decisamente interessante per chi si occupa di Search Marketing: il canale Search (sia sponsorizzato che organico) rappresenta il migliore investimento per quasi un marketer su due, con un incremento rispetto ai dati raccolti nel 2005.
Per il 45% degli intervistati le attività di Search Engine Optimization (SEO) sono state ad alto ROI, dato in crescita sensibile rispetto al 33% del 2005.
Prima piazza per il keyword advertising, in lieve flessione rispetto al dato precedente.
La ricerca evidenzia anche le tattiche che peggio hanno performato, prima fra tutti l'e-mail marketing su liste acquisite da terze parti, mentre si conferma in grande crescita il successo delle DEM a liste in-house.
Crollo di consensi anche per formati visuali come banner, pop-up e pop-under.
