Brand Audit online
In rete si parla di marchi, prodotti e aziende. Vi aiutiamo a capire come, per decidere cosa fare.

Anche nel silenzio della marca, i consumatori già ne parlano

A prescindere dal fatto che un’azienda/marca abbia deciso di approcciare la rete con un’attività di comunicazione strutturata, le persone – i clienti o i consumatori – già contribuiscono alla creazione di discussioni spontanee che riguardano prodotti, marchi o aziende.

In primis si tratta di commenti lasciati su forum o siti di shopping comparison ma anche di post scritti o commentati su blog o sui propri social network come Facebook, Twitter, Linkedin o Google+.

A tutto questo si può aggiungere il comportamento di attori più autorevoli come la stampa specializzata, testate online o addirittura i siti dei principali quotidiani nazionali e locali.

Infine, per chiudere un cerchio sempre più ampio, va considerato anche il comportamento dei concorrenti che possono compiere operazioni borderline sia attraverso la produzione di contenuti “artificiosi” sia tramite campagne pubblicitarie competitive quando non addirittura scorrette.

Il paradigma di comunicazione tradizionale è stato cambiato per sempre: nella creazione di valore intorno a una marca o nella semplice decisione di acquisto rivestono un ruolo primario le persone. Non solo gli amici, i colleghi e i famigliari con i quali comunque si era in contatto anche nell’epoca dei media mainstream, ma anche nuovi contatti superficiali maturati in rete. A volte anche solo le opinioni lasciate da sconosciuti in un forum o un blog che parla del prodotto, della marca o dell’azienda stessa.

I Motori di Ricerca sono il catalizzatore di questi fenomeni

Il ruolo dei motori di ricerca in questo processo è centrale: le persone entrano in contatto con le opinioni che Google ci presenta e ci rende più facili da trovare. Fra centinaia di opinioni su un prodotto, sono quelle che si trovano subito in prima pagina a essere importanti e rilevanti. Un commento negativo su un blog praticamente introvabile lascia il tempo che trova mentre una recensione negativa in prima pagina per la ricerca sul nome del prodotto o sulla marca può facilmente generare molti problemi.

In altre parole, i risultati organici dei motori di ricerca sono una potenziale fonte di problemi di reputazione e vanno assolutamente monitorati e una conseguente attività di SEO sui propri asset va sempre prevista alla base di qualsiasi strategia di protezione della marca …prima ancora che di promozione e valorizzazione.

Purtroppo, le aziende che seguono questa metodologia di approccio al canale online sono una ristrettissima percentuale del totale.

Il nostro suggerimento sull’iter ideale

Proponiamo di procedere secondo questo iter macro:

Effettuare una Audit online approfondita su come marca/prodotti/azienda (a seconda del caso) viene vista in rete

Si parte ragionando sulla base di quello che Google espone come più rilevante. L’audit prenderà in considerazione tutte le fonti informative che i navigatori trovano più facilmente e sulle quali formano il loro parere. Rielaborando i dati e analizzando tutto quanto raccolto si potrà predisporre un’analisi oggettiva in grado di evidenziare i punti di forza, quelli di debolezza e tutti gli eventuali problemi di comunicazione da gestire, con una informazione molto precisa anche legata a dove si originano.

Sfruttare l’audit appena realizzata come elemento di base fra quelli considerati per elaborare una strategia di approccio ragionato (e informato) al web come canale di branding e di comunicazione

In questo caso è fondamentale sfruttare la sinergia positiva fra strumenti ma anche fra canali – online e offline – che sono diverse facce attraverso le quali si guardano – e si conoscono – le marche e i prodotti.

Da questo punto in poi si potrà procedere con la definizione dei brief per tutti gli asset digitali compresi nella strategia: sito/i, campagne, strumenti e persone.

Questo è molto al di là dei numeri di un’agenzia di PR digitali

È anche per questo che un’agenzia di digital PR non è sufficiente: non essendo in grado di analizzare a fondo il problema, non può capire le logiche dietro a Google e quindi non potrà intervenire per razionalizzarle. È un buon braccio al quale affidarsi per la realizzazione pratica della strategia decisa a valle dell’audit e dell’analisi. Purtroppo non può essere il protagonista di un processo così complesso e articolato.

Siamo il partner ideale per seguire questo tipo di consulenza grazie alla nostra esperienza e conoscenza delle dinamiche e degli attori di Internet
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