CONVERSION RATE OPTIMIZATION

La Conversion Rate Optimization – il cui acronimo è CRO – è un aspetto relativamente nuovo e poco esplorato dai reparti digital delle aziende italiane. Non per noi. Insieme a Google, abbiamo pubblicato il primo case study di CRO già nel marzo 2011 che raccontava una esperienza di grande successo che avevamo portato avanti l’anno precedente.

Perché la CRO non decolla? Implementazioni IT già lunghe e le decisioni di tone of voice da parte della comunicazione per le pagine ufficiali fanno sì che non si riesca a dedicare risorse su alternative, mock-up grafici da testare e tecnologia per poterlo fare.

Per noi, le attività di Conversion Rate Optimization sono l’investimento a più alto ROI, con ampio margine su qualsiasi altra cosa.
E abbiamo decine di esempi e testimonianze che lo dimostrano.

Testare è la Risposta. Le aziende dovrebbero abbracciare questo modus operandi e cominciare a mettere in discussione quello che pubblicano. Pensare sia a quello che raccontano che a come lo raccontano. Sei si tratta di un meno poetico processo di checkout – il classico carrello di un eCommerce – la cosa diventa strategica.
È sempre più importante che le aziende inizino a ragionare in quest’ottica per le pagine che rappresentano il focus del loro business. Qualsiasi esso sia.
Gli utenti, la fruizione del sito e persino il tempo non posso essere categorizzati e schematizzati secondo definizioni fisse e decise a priori. La CRO aiuta le imprese in questo senso, sovvertendo le conoscenze acquisite e fornendo nuovi spunti di miglioramento.

Un’unica soluzione. Webranking è in grado di offrire una soluzione che prevede il coinvolgimento di Web Analytics e Web Development per la creazione, gestione e monitoraggio di A/B testing e multivariate test. Il processo parte da un’attenta analisi del sito e dall’individuazione delle pagine e degli elementi da sottoporre a test. Il nostro team monitora gli effetti sulle conversioni generate dalle modifiche e progetta nuovi spunti per test futuri.

Pur rappresentando un’attività che impatta sui siti dei clienti la CRO rappresenta la possibilità di vedere aumenti fino al 30-40% nei livelli di conversione che possono tradursi in (molto) maggiori revenue a parità di investimento pubblicitario.

La cosa migliore è che i test non si fermano mai. Raggiunto un obiettivo si può continuare a testare nuovi aspetti, creando un processo virtuoso che genera miglioramenti nel tempo.

Privalia è stata l’oggetto del primo eclatante case study del 2011: + 44,1% nel tasso di iscrizione lavorando su una sola pagina, la landing page utilizzata per le campagne SEM. Il tool che abbiamo utilizzato per misurare i test è stato l’allora Google Website Optimizer e il risultato è stato talmente ampio da attirare l’attenzione di Google che ha pubblicato a quattro mani con Webranking questo case che puoi leggere qui.

Oggi, a distanza di 5 anni, Privalia continua a testare con nuovi strumenti, alla ricerca di miglioramenti ulteriori. Siamo oltre il 60° ciclo di test e i risultati continuano ad arrivare.

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Allianz

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