In scena il Google Cloud Next '17
Non ci siamo fatti scappare l'opportunità di partecipare al primo evento di Google dedicato a cloud computing e machine learning!

In scena il Google Cloud Next ’17

Organizzare le informazioni e renderle più accessibili a tutti è la mission di Google e, oggi, possiamo dire che questa frase è stata portata a un livello superiore.

L’evento Google Cloud Next ’17 ha mostrato i piani dell’azienda nel prossimo futuro. Dobbiamo dirlo: Big G ha fatto le cose in grande.
A cominciare dalla location, tre giorni di speech e demo al Moscone Center di San Francisco per un totale di 10.000 partecipanti da tutto il mondo.

20170309_083033 (Large)In mezzo a questa folla di persone c’eravamo anche noi di Webranking. Il nostro Head of Innovation è riuscito a partecipare a questo evento di importanza planetaria e trasmetterci i suoi pensieri sulle novità proposte.

Ne emerge che il Cloud sia la prossima frontiera: Amazon e Microsoft sono già operativi in questo settore e Google ha deciso di raggiungerli.

Un investimento da 30 miliardi di dollari ha permesso al colosso di Mountain View di studiare le debolezze e di colmare il gap con i first mover e ha consentito di creare un prodotto in soli 6 mesi: Google Cloud Platform.

Le performance snocciolate dai vari relatori, tra cui spiccano Eric Schmidt, Executive Chairman di Alphabet, e Sundar Pichai, CEO di Google, sono di grande impatto.
Si parla:

  • di una robustezza della rete capace di reggere 50 volte (!) il volume più ottimistico di richieste preventivate
  • di una facilità ineguagliabile per il passaggio da altre piattaforme a GCP (giorni e non anni)
  •  delle potenzialità della sinergia tra cloud computing e machine learning (con velocità di esecuzione a 30-50x e un accuratezza del dato che si attesta al 99% dopo poche reiterazioni).

Il prodotto presentato è una chiara risposta alle “lamentele” dei servizi di Amazon: non è presente un lock-in contrattuale, i servizi sono tarati sulle necessità degli utenti a seconda dei diversi Service Level Agreement, e, dulcis in fundo, la velocità di esecuzione è inferiore del 60% (8,8 GB di dati vengono analizzati in 10 secondi invece di 10 ore).

Attualmente già un buon 25-30% del traffico web transita su servizi GCP (tradotto circa un miliardo di utenti) mentre sono più di 3 milioni gli utenti business di G suite e più di 800 milioni gli utenti attivi mensilmente su Google Drive.

La complementarietà tra GCP e G Suite permette a Google di sferrare un ulteriore attacco a Amazon, il quale non ha e non punta ad avere una suite dedicata alla produttività, e a Microsoft che, per contro, non ha una così grande integrazione tra i prodotti.

Gli scenari aperti dalla conferenza si sono rivelati molto interessanti, seppur ai primordi; Google ha, infatti, atteso il Q1 del 2017 per parlare della sua nuova piattaforma per aspettare che ci fosse un mercato altamente recettivo e una conoscenza tecnica diffusa in più settori.

Le applicazioni della GCP sono potenzialmente illimitate: si va dal monitoraggio degli oceani e del pericolo della pesca intensiva a calcoli sempre più accurati per la gestione del rischio delle imprese finanziarie o della gestione degli approvvigionamenti del retail.

Concordiamo con Fei Fei Lin, Chief Scientist di Google: ci troviamo nel pieno di una quarta rivoluzione industriale e sono i dati e la loro elaborazione a farla da padrone. I dati guideranno ogni scelta aziendale e diventeranno il carburante necessario per far evolvere i business in grandi business.

Secondo noi Google è riuscita a creare un pacchetto di soluzioni molto allettante ma che necessita di enormi moli di dati per sostenersi e rendere al massimo, cosa che in Italia fatichiamo ad ottenere limitando l’applicazione di machine learning.

Un buon passo in avanti per Mountain View in un mercato, quello dell’enterprise computing, il cui valore stimato risulta essere di mille miliardi di dollari. L’asticella si è alzata parecchio, vedremo le risposte a breve da Amazon e Microsoft.