Al via l'algoritmo di Google per le ricerche mobile
Le caratteristiche mobile-friendly di un sito diventano un fattore di ranking per Google. Nereo ci racconta quali saranno le conseguenze di questo cambiamento mentre la rete parla già di Mobilegeddon

Al via l’algoritmo di Google per le ricerche mobile

Dal 21 aprile 2015, Google rilascerà il suo nuovo algoritmo che comprende innovazioni decise sulle ricerche da device mobili e smartphone.

Nereo Sciutto, Presidente e co-founder di Webranking, intervistato da DailyNet ha raccontato cosa dobbiamo aspettarci e quali potrebbero essere le conseguenze del cambio di algoritmo.

Puoi trovare sotto il testo dell’intervista oppure scaricarla qui

Debutta oggi il nuovo algoritmo di Google per le ricerche da dispositivi mobile: la novità era stata annunciata a febbraio ed è finalmente operativa. Sicuramente Big G punta a rafforzare il proprio business anche su smartphonee tablet – un mercato ridotto rispetto all’omologo su desktop – ma la modifica penalizzerà anche quei siti con un’esperienza utente non ottimale. Dunque alle aziende non resta che attrezzarsi e mettersi al passo con l’evoluzione dell’algoritmo di Mountain View. Una mossa che potrebbe avere ricadute positive in termini economici su tutte le agenzie che si occupano della realizzazione di website, dato che sono davvero tante le realtà che non dispongono di un sito navigabile anche da smartphone e tablet. Nereo Sciutto, presidente di Webranking tra i massimi esperti sul tema, cerca di fare chiarezza su questa novità. 

Cosa ci dobbiamo aspetta e dal cambio d’algoritmo?

«Non è facile rispondere a questa domanda. Qui a Webranking siamo in fervida attesa ma sembra difficile fare previsioni prima di avere dati precisi eciò potrebbe richiedere un mese, per capire se si verificherà o meno il tanto temuto crollo di traffico.
Google, sempre molto parco di particolari quando si prepara a dei cambiamenti, questa volta ha detto che la modifica all’algoritmo avrà un impatto significativo. Bisogna considerare, infatti, che Big G fonda il suo business sul mercato search equesto comparto – quello delle keyword per intenderci -su mobile non è ancora sviluppato come su desktop. Il cambio d’algoritmo è un invito a rivedere i propri siti web: altrimenti i portali saranno penalizzati nelle ricerche da smartphone e tablet.
Un’altra cosa che Google ha comunicato nel blog post di febbraio è che sfavorirà i siti in cui l’esperienza utente sarà giudicata non all’altezza, ad esempio per la presenzadi molta pubblicità nella parte alta della pagina. Tutto questo può ridurre la visibilità deicontenuti veri e propri, a danno dell’utente».

Quindi la modifica non riguarda solo l’ambito mobile-friendly ma tocca anche l’esperienza utente?

«Sì. Google ha detto che saranno penalizzati quei siti in cui l’esperienza utente non è ottimale: mi riferisco per esempio a quei publisher che decidono di ospitare molto advertising nella parte alta della pagina. Ciò perché le persone si attendono risultati soddisfacenti dalle ricerche su Google: se i siti indicizzati da Big G non rispondono alle aspettative degli utenti potrebbero esserci delle brutte sorprese anche per Mountain View.
E ci tengo a sottolineare che, mentre Google in Europa e in Italia possiede una posizionedi leadership, negli Usa si trova ad affrontare una situazione concorrenziale diversa».

Quale potrebbe essere l’entità di questo cambiamento?

«Google stima che il cambiamento coinvolgerà un numero ridotto di portali. Questa stima, però, si riferisce al mercato americano. In Italia la situazione è differente e il rischio è che gli effetti siano decisamente più forti.
Personalmente sono convinto che Google userà la mano pesante con i siti non mobile-friendly mentre sarà più soft in merito al parametro dell’esperienza utente. In questo caso c’è il rischio concreto che l’algoritmo possa prendere quelli che in gergo chiamiamo falsi positivie quindi penalizzare siti sani. Per esempio  pensiamo a un sito di moda in cui le immagini giocano un ruolo da protagonista. Come si decide quale sia una buona esperienza utente?».

Cosa avete detto ai vostri clienti?

«Abbiamo condotto un’opera di evangelizzazione, con l’obiettivo di farli arrivare pronti. Il tempo però è poco e le informazioni sono ancora frammentarie per dare deller isposte concrete.
D’altra parte ci sono realtà che possiedono numerossissimi siti e un restyling non si affronta in pochi mesi. In Webranking ci siamo già organizzati per analizzare questo cambio d’algoritmo e nel giro di un mese avremo a disposizione i primi dati.
Solo lì saremo in grado di inquadrare l’entità di questo cambiamento»